Spazi Comuni e Spazi Privati

COSTRUZIONE, le basi teoriche per una comunità di cohousing

25/06/2016 via Marsala 7, 2 gruppi 10.00 - 13.00 | 15.00 - 18.00 (1 modulo)

 

Ciascun nucleo avrà il proprio spazio privato e tutti concorrono alla gestione degli spazi comuni. Quanto e come ciascuno intende farlo? Cosa mettiamo in comune?

Critiche costruttive

Durante il laboratorio precedente abbiamo tentato di descrivere il progetto di trasformazione dell’edificio che ospiterà il cohousing Porto 15, abbiamo descritto gli ambienti che lo compongono e misurato le dimensioni principali, in attesa di una visita al cantiere.

disegni per terra 

Abbiamo individuato alcuni punti caratterizzanti del progetto, ne abbiamo descritto alcune criticità, ci siamo soffermati sulle caratteristiche distributive delle tipologie degli alloggi privati, esprimendo la volontà di chiedere che vengano apportate alcune modifiche in corso d’opera, per quanto possibile.

Proviamo a riassumere in una tabella i punti critici del progetto, o di alcune delle sue parti, tentando di proporre anche delle soluzioni ragionevoli e fattibili:

unità immobiliare criticità  proposta

 

La nostra tabella sarà la base per la formulazione di una richiesta - proposta condivisa che il gruppo di Porto 15 porterà all’attenzione di ASP e Acer.

Spazi Comuni, cosa succederà lì dentro?

Proponiamo di fare un lavoro in gruppi di 5-6 persone che porti alla definizione delle potenzialità degli spazi comuni di cui abbiamo la disponibilità:

  • piano interrato
  • androne al piano terra
  • spazi comuni al primo piano
  • piccolo spazio del terzo piano

 SPAZI COMUNI PIANTE copy

tentando in prima battuta di distinguere le possibili vocazioni dei luoghi:

attività pulite attività sporche
attività esclusive del cohousing attività aperte al pubblico
spazi da usare tutti insieme spazi da usare in gruppi o individualmente a turno
spazi connessi tra loro spazi separabili
spazi con accesso controllato spazi ad accesso libero

 SPAZI COMUNI SEZIONE copy

Definite le potenzialità di questi spazi, proviamo a ripensare alle aspettative espresse nei questionari di iscrizione in merito alle attività che in questi spazi avremmo voluto espletare, e tentiamo di capire se sono aspettative ancora lecite e fattibili nei luoghi che ci troviamo a gestire. Cosa, di ciò che ci eravamo immaginati all’inizio si può fare? E cosa assolutamente no? Alla luce di quanto abbiamo visto, invece, che nuove idee ci sono venute in mente?

Costruiamo allora una mappa delle aspettative per le destinazioni degli spazi comuni, in relazione ai luoghi che potremmo utilizzare, alla loro vocazione e potenzialità per quella destinazione, al modo in cui si potranno utilizzare (tutti insieme, in gruppi, contemporaneamente agli altri, in modo esclusivo...), e osserviamo se la nostra mappa si sovrappone a quelle degli altri partecipanti.

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