Il Cantiere e il Progetto

COSTRUZIONE, le basi teoriche per una comunità di cohousing

11/06/2016 via Marsala 7, 2 gruppi 10.00 ‐ 13.00 | 15.00 ‐ 18.00 (1 modulo)

Ragioniamo attorno e dentro gli spazi della casa che andremo ad abitare, in attesa di vistare il cantiere. Studio del progetto architettonico e delle potenzialità degli spazi.

Lo spazio fisico

L'edificio destinato al cohousing Porto 15 interessa una porzione dell’immobile denominato “Palazzo dell’Istituto di Aiuto Materno e di Assistenza ai Lattanti”, ultimato nel 1914 su progetto dell’ing. Gualtiero Balatroni, incaricato dalla Congregazione di Carità di Bologna, allora ente proprietario dell’immobile. L’edificio a corte posto tra via Don Minzoni, via Fratelli Rosselli e via del Porto rimane indenne ai bombardamenti bellici e appare oggi sostanzialmente autentico nel suo impianto originario. Il complesso architettonico è dichiarato di interesse culturale con specifico decreto del Ministero per i Beni ed Attività Culturali.

VISTA 3D DALL'ALTO


Sebbene il civico 15 di via del Porto rappresenti la parte meno ornata dell’intero edificio, il progetto di ristrutturazione mira a conciliare il rispetto dell’esistente, il consolidamento strutturale con l’adeguamento funzionale e le sollecitazioni che scaturiscono dal progetto cohousing e dall’uso abitativo non convenzionale.

Il progetto prevede la realizzazione di 18 alloggi distribuiti sui 5 piani dell’edificio a partire dal primo, ai quali si aggiungono una serie di spazi comuni e accessori, che si presteranno, nella vita del cohousing, a molteplici usi ed utilizzi.

Gli appartamenti privati

Gli appartamenti, già in sede di iscrizione al bando, sono stati raggruppati in tre diverse tipologie (A, B e C), per le quali è stato chiesto ai partecipanti di esprimere una preferenza, in funzione della composizione del proprio nucleo familiare, delle singole esigenze ed aspettative. Durante il percorso di costruzione si chiederà ai partecipanti una riflessione ulteriore rispetto a questa collocazione, nell’ottica di favorire una scelta sempre più consapevole del proprio spazio privato.

La casa di Porto 15 è composta da 5 trilocali del tipo A, uno per piano:

ALLOGGIO TIPO A 

4 trilocali del tipo B, posizionati ai piani 1°, 2°, 4° e 5°:

ALLOGGIO TIPO B 

La tipologia C, fatta di bilocali, presenta tre varianti nel progetto. La prima, il C1, è presente in 4 esemplari ai piani 2°, 3°, 4° e 5°:

ALLOGGIO TIPO C1

 

La tipologia C2 è presente al solo piano 3°, in adiacenza ad uno spazio comune aperto, direttamente collegato alla scala condominiale:

ALLOGGIO TIPO C2 

In fine, la tipologia C3 è di nuovo presente in 4 esemplari, nei piani 2°, 3°, 4° e 5°:

ALLOGGIO TIPO C3

Come si evince dai disegni, la tipologia B è particolarmente adatta a famiglie, essendo composta da due camere da letto piuttosto spaziose, formalmente classificabili come camere matrimoniali. La tipologia A, leggermente più piccola della B, si presta comunque ad una buona condivisione dello spazio per nuclei numerosi, disponendo di un soggiorno che può essere utilizzato anche come camera passante o piccolo studio. La cucina ha una dimensione tale da poter essere chiamata abitabile.

Le tipologie C, più piccole, sono piuttosto simili come caratteristiche e dimensioni. In particolare il C2, collocato al 3° piano, è direttamente connesso al piccolo spazio comune ricavato in maniera piuttosto singolare ed interessante nel piano intermedio, con grandi potenzialità dal punto di vista degli usi e della fruizione, anche solo di passaggio.

Gli alloggi di Tipo A e del tipo C1 hanno tutti una esposizione meno felice rispetto alla luce diretta, (prevalentemente a Nord). Le tipologie B, C2 e C3, che si affacciano su via del Porto, godono dell’esposizione Sud, piuttosto vantaggiosa d’inverno per il medesimo motivo e meno d’estate, ricevendo in modo diretto l’irraggiamento solare nelle ore più calde.

Questa è la composizione degli alloggi e la loro distribuzione lungo la dimensione verticale dell’edificio, pensando di praticare delle sezioni di tutto il palazzo:

 SEZIONI

Tutti gli alloggi saranno messi a disposizione con le dotazioni impiantistiche complete (sanitari bagno, e attacchi cucina), e non arredati. Al fine di agevolare le prime spese legate all’insediamento negli appartamenti di Porto 15, i partecipanti al progetto potranno usufruire di un prestito di massimo 3000€ a interessi zero.
Il Fondo di rotazione costituito dal Comune di Bologna e finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, viene messo a disposizione degli abitanti di Porto 15 per l’abbattimento dei costi di entrata nella nuova condizione abitativa (i depositi cauzionali, le spese per l’arredo, ecc.). Il prestito andrà poi restituito nell’arco dei primi 3 anni di locazione con rate annuali a tasso zero.

Gli spazi comuni

Come ogni cohousing che si rispetti, anche Porto 15 ha una buona dotazione di spazi comuni. Gli spazi comuni rappresentano per una residenza collaborativa non solo il luogo nel quale condividere attività tra abitanti, ma, sopratutto, il punto più interessante, stimolante ed impegnativo di confronto per l’individuazione di un modo col quale gestire questi spazi.
L’esperienza diretta nell’uso degli spazi comuni porta infatti a riflettere non tanto sul cosa viene proposto e fatto, quotidianamente o meno, negli spazi comuni, ma sul come viene fatto (in modo organizzato, rispettoso, pulito, condiviso... ed il significato che ogni singola di queste parole ha per ciascuno dei partecipanti).

Conoscere gli spazi comuni nella loro conformazione fisica rappresenta quindi solo un primo passo per portare a compimento una riflessione più ampia, che coinvolga poco per volta:

  • le potenzialità di ogni singolo spazio (posizione rispetto alla casa nel suo complesso, dimensioni, affacci, luminosità, accessibilità)
  • gli usi possibili degli spazi (e quelli impossibili o in conflitto...)
  • le aspettative che ciascun partecipante ripone su alcuni spazi in particolare
  • lo stile che a tali spazi si vuole dare (colori, arredi, estetica e funzionalità o estetica vs funzionalità... )
  • quanto ciascuno dei partecipanti si sente, ha voglia, ha le capacità di partecipare a pensare e costruire gli spazi
  • la gestione quotidiana di ogni spazio (tramite il semplice buon senso, accordi, regole, eventuali sanzioni, il significato delle parole ordine, pulizia, silenzioso, festa, evento, coinvolgimento, partecipazione, uso individuale...)
  • come funzionano gli spazi? Se salta la luce chi chiamiamo? Accendere e spegnere il riscaldamento, chi butta la spazzatura quando finisce una cena comune?

Dotarsi di spazi comuni trascurando o sottovalutando questi aspetti potrebbe essere controproducente per la vita di un cohousing. Essere consapevoli degli spazi che dovremo gestire aiuterà in modo importante i ragionamenti successivi.

Gli spazi comuni di cui disporrà Porto 15 sono stati correttamente pensati, già nelle prime fasi progettuali, come parti connesse verticalmente e in alcuni casi visivamente tra di loro. Questa connessione risulta piuttosto importante nell’uso comune dei locali, perché li rende facilmente accessibili da parte di tutti gli abitanti e allo stesso tempo, rispetto al rapporto visuale delle parti comuni con i collegamenti condominiali, chiunque, anche solo tornando a casa, è stimolato al passaggio per sapere cosa in quello spazio stia succedendo.

In questo senso l’androne al piano terra, spazio piuttosto alto (4,35 m circa di altezza libera), e di una superficie netta in pianta di circa 40 m2, collegato visivamente con via del Porto da una parte, il corridoio esterno che porta a via don Minzoni dall’altra e al soggiorno comune del primo piano, tramite il foro previsto in progetto, potrà rappresentare il luogo comune o semi pubblico, o di introduzione a Porto 15 per abitanti, ospiti, visitatori.

SEZIONE 3D

Il rapporto visivo tra l’androne al piano terra e il soggiorno comune del primo piano è uno degli elementi caratterizzanti del progetto, che durante il percorso di costruzione della comunità, sarà oggetto di riflessione comune sulla potenzialità e la vocazione rispetto alle destinazioni d’uso dei due spazi. Quanto l’androne potrà essere uno spazio riservato alla sola comunità di abitanti e quanto reso spazio semi pubblico o pubblico (in termini di privacy, rumore, sicurezza, consumi energetici, gestione, pulizia)?

SPAZI COMUNI   FLUSSI INTERNI

Non potendo accedere al cantiere durante i lavori in maniera assidua e continuativa, per motivi organizzativi e di sicurezza, si propone un percorso di ricostruzione degli spazi comuni partendo dalle dimensioni reali dei locali qui rappresentati, per tentare di comprendere nel modo più diretto possibile almeno i confini di questi spazi, e di conseguenza i limiti fisici coi quali ci si dovrà confrontare (il soggiorno può contenere tutti gli abitanti contemporaneamente? la cucina può essere utilizzata da più gruppi che decidono di cucinare insieme? Di che arredi avremo bisogno e come li disporremo nei locali?...).

Partendo dalle dimensioni in pianta di questi spazi, proviamo a disegnarli e a muoverci al loro interno, usando i tradizionali strumenti da cantiere:

strumenti cantiere

La pianta del piano terra, con i due ingressi e l’androne:

PIANO 0

Il primo piano, con il soggiorno, la cucina ed il bagno:

PIANO 1

e la saletta del terzo piano:

PIANO 3

PORTO DENTRO MARSALA copy

In accordo con ACER, Azienda Casa Emilia­Romagna, che segue direttamente i lavori di ristrutturazione dell’edificio di via del Porto 15, al fine di mantenere informati i partecipanti al progetto dell’andamento del cantiere, si è concordato di redigere un report fotografico, aggiornato in modo continuo nel tempo, che coinvolga in particolar modo gli spazi comuni, e che potrà essere visionato da tutti tramite delle slideshow riferite a specifici punti di visuale stabiliti, in attesa della visita al cantiere che si terrà nel mese di settembre.

viste foto piante

viste foto

 

Il piano interrato

L’edificio di via del Porto 15 dispone di un ampio piano interrato, costituito da una serie di ambienti di varie dimensioni ed altezze sufficienti per poter sfruttare i locali secondo diverse modalità.
Con l’esclusione di alcuni locali, con destinazione già definita in fase progettuale e funzionali agli aspetti tecnologici dell’edificio (centrale termica, vani tecnici), la restante parte del piano, qui rappresentata in violetto:

piano interrato

potrà essere oggetto di una elaborazione collettiva e partecipata tra i futuri abitanti di Porto 15.
Partendo dallo studio della soluzione originaria proposta in progetto che prevede la realizzazione di 18 cantine singole, ad occupare quasi tutta la superficie a disposizione:

piano interrato con cantine

se il tema è ritenuto interessante, sarà possibile una rivisitazione di questa porzione di progetto, per arrivare a soluzioni anche molto diverse da quella originaria.
Anche in questo specifico caso, sarà opportuno individuare e proporre destinazioni compatibili con lo spazio definito dai muri esistenti e con la collocazione in un locale interrato privo o quasi di illuminazione naturale, ma comunque ricco di potenzialità anche diverse dalla destinazione a cantina. Ne ragioneremo nei prossimi incontri.